E’ possibile effettuare la prenotazione di AQUABALANCE
Perchè è nato Aquabalance
Nell’ acquario marino i metalli in traccia, se presenti nel giusto intervallo, sono fondamentali per metabolismo, pigmentazione e crescita dei coralli. Una quota significativa di questi metalli si lega a proteine e ad altri ligandi organici, formando complessi metallo‑organici che diventano ottimi “candidati” per la schiumazione: sono anfipatici, si accumulano al film superficiale delle bolle e vengono rimossi con lo skimmato.
Detto in modo più lineare, il rischio non è tanto il metallo libero in sé, ma il fatto che lo schiumatoio esporta proprio quella frazione metallo + proteina che spesso rappresenta la forma biologicamente più interessante del metallo. Se la schiumazione è molto aggressiva (schiuma molto bagnata, oppure sovradimensionamento degli schiumatoi come succede spesso), nel tempo può crearsi un bilancio negativo: si toglie più metallo (legato all’organico) di quanto venga riportato con cambi d’acqua e integrazioni, e questo porta a una relativa “fame” di elementi traccia per i coralli e simbionti che difficilmente riusciremo a ridosare bilanciati se non con continui ICP e con notevole costo economico.
È proprio in questo punto che entra in gioco AquaBalance: un reattore a flusso controllato (circa 1 litro/ora) che contiene al suo interno una superficie attiva complessiva di circa 40.000 m², ottenuta grazie a un mix di minerali con granulometria estremamente fine. Questa enorme superficie consente al reattore di funzionare non solo come potente filtro di adsorbimento, ma anche come vasto substrato biologico, soprattutto se abbinato all’apposito attivatore batterico specifico.
L’obiettivo principale di AquaBalance, (utilizzando il composto minerale AQ1+AQ2), è sottrarre allo schiumatoio una parte del lavoro più “grezzo”: rimuovere dall’acqua una quota importante di proteine e composti organici per adsorbimento sui minerali, lasciando allo skimmer la gestione della frazione più tensioattiva e della gassazione. In questo modo si riduce l’export di complessi metallo‑organici tipici della schiumazione tradizionale, limitando la perdita di oligoelementi preziosi per i coralli e mantenendo più stabile nel tempo la disponibilità di metalli utili, pur continuando a controllare in modo efficace il carico organico disciolto.
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